lunedì 13 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
saludos

grazie a fabri ho avuto la possibilità di farvi un umido salutino,
umido come i miei baci ma un pò più pulito ...
statemi bene
a presto
m.
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marco
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martedì 17 luglio 2007
martedì 10 luglio 2007
collage matrimonio
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marco
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martedì 8 maggio 2007
lunedì 19 marzo 2007
mercoledì 14 marzo 2007
non se lo meritano ma
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insomma, giusto per non lasciare il bellissimo articolo di peppe come ultima cosa guardate cosa ho dovuto cercare...
i nostri eroi comunque hanno trovato un editore, cioè hanno appeso quelle che in sardegna si chiamano pubblicate e nel resto del mondo pubblicazioni, tranne a Crispiano dove si dice "hanno spaccato la croce"...
finora peppe aveva spaccato solo le palle...pensa com'è migliorato con anna
non so se si fanno gli auguri io credo che questa composizione sarà il mio regalo di nozze
se volete partecipare anche voi vi do le mie coordinate bancarie
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marco
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martedì 13 marzo 2007
Ecco perchè ssiete tutti pacifisti
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La tendenza è stata invertita solo dopo l'introduzione delle prime armi
Bassa statura? Nella preistoria dava successo
Studio americano rivela che gli individui «compatti» avevano più chancescon le donne perché ritenuti più validi nei combattimenti
Oggi si dice spesso «altezza, mezza bellezza», ma una volta le cose erano molto diverse e gli uomini bassi erano considerati i più sexy. Bisogna andare indietro di qualche anno, 4 milioni di anni per essere precisi, ma chi si fa un complesso dovuto alla scarsa altezza può consolarsi sapendo che, almeno una volta, i «tappi» piacevano molto di più degli spilungoni. Lo hanno scoperto gli scienziati dell’università dello Utah, che hanno rivelato come gli australopitechi (antenati dell’homo erectus) avessero tanto più successo quanto più erano «compatti».
BRAVI A COMBATTERE - «La spiegazione sta nel fatto che i bassi potevano combattere meglio, avendo un baricentro più vicino a terra e quindi maggiore stabilità nelle gambe», spiega il Professor David Carrier, a capo del team di ricerca dell’università americana, nel suo articolo sulla rivista Evolution. Le donne delle caverne quindi impazzivano per gli uomini più bassi, considerati capaci di proteggere al meglio il proprio clan e di assicurare una vita più tranquilla alle proprie famiglie. Metro alla mano, il prof. Carrier dimostra come l’australopiteco-tipo fosse appena più basso di star contemporanee come Tom Cruise, Elton John e Al Pacino, grazie a fossili che confermano come l’altezza media dell’antenato non superava il metro e 35, mentre le donne si aggiravano attorno al metro e 12 centimetri.
ARMI E STATURA - Poi, il processo evolutivo fece un balzo avanti (circa 2 milioni di anni fa) con la scoperta delle prime «armi», ovvero quando l’uomo delle caverne cominciò a usare oggetti intorno a sé per proteggersi. Da quel momento, la forza bruta racchiusa nelle gambe degli australopitechi cominciò ad essere sempre meno importante e da allora l’altezza della specie cominciò ad aumentare, cosa che secondo gli scienziati stà accadendo ancora adesso, con ogni generazione che diventa più alta della precedente.
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U lupu da casa
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lunedì 12 marzo 2007
hanno spaccato la croce ?
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sabato 3 marzo 2007
e adesso ?
abbiamo adottato un gattino nero la sera dell'eclisse di luna,
non lo possiamo mica chiamare "micio" !!!
si accettano ma soprattutto si rifiutano suggerimenti
aiutateci a capire come NON chiamarlo...
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ed eccolo qui
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giovedì 1 marzo 2007
te ne vai o no ?
non ci capiamo più niente, prima dice che se ne va, poi non se ne va più, prima vuole portare via i mobili poi li lascia li con tutta la loro polvere, e a noi serve spazio che lollo è già inciampata due volte sulla lettiera del gatto che non abbiamo...
allora dani te ne vai si o no ? :-)))))))))))))))))))))
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ospiti e permanenti
ed ecco martybbella e la fra che son passate a trovarci la scorsa estate e hanno provato la meravigliosa sensazione di farsi fare la permanente dal parrucchiere cinese di san salvario,
una cosa che non ho mai fatto (per ovvi motivi)
non so se consigliarvelo però...
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Emi e il suo coinquilino hanno cambiato casa

ebbene si. la nostra (o sua ?) iemai ha lasciato la sua stupenda casetta e il suo bellissimo terrazzone, vi ricordate la protezione in vimini che impediva ai vicini la vista sulle grigliate ?
è diventata una girotondina dei cassonetti a quanto dicono...
cmq ciao emiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e auguri per la nuova casa
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sabato 24 febbraio 2007
Storia di una lavatrice
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ed eccola qui la nostra nuova amica
ultimamente son più le persone che se ne vanno che quelle che arrivano e allora colmiano i vuoti creati in casa con questa splendida micetta, tonino dice "ma come fai a mantenere un gatto se non riesci a manternere te ?" e allora appena finirò i soldi gliela regalerò...
comunque arriva domani e fino a oggi si chiamava Gina, non mi piace però perchè se la devo mandare via mica posso dirle "va gina", no ?
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mercoledì 21 febbraio 2007
Marcello, Bo, Sierra Leone 18 Febbraio 2007
Eccomi qua carissimi.
Finalmente riesco a scrivervi la mia prima mail dalla Sierra Leone. Dico finalmente perché ovviamente avrei voluto scivervi prima, ma solo ora riesco ad avere un momento di relax per poter scrivere due righe.
Comunque sappiate che sto bene e che non vi dimentico, per cui ogni tanto mi faró sentire.
Probabilmente questa volta non dimostreró lo stesso entusiasmo che avevo quando sono arrivato in Angola lo scorso anno, non perché arrivare in Sierra Leone non mi abbia fatto lo stesso effetto, anzi, ma forse perché sto cominciando un po' a farci l'abitudine ad imbattermi in queste realtá cosí distanti dalla nostra occidentale.
Comunque lo scenario é abbastanza simile a quello incontrato al mio arrivo in Angola, con Freetown, la capitale, caratterizzata dalle sue ''case'' in muratura, legno e lamiere di zinco, la maggiorparte, e soprattutto dal caos delle sue strade che é difficile da descrivere a parole e naturalmente…. tanta miseria.
Non ho visto granché di Freetown anche perché sono arrivato di sera tardi e sono ripartito la mattina dopo alla volta di Bo, la cittadina in cui é concentrato il progetto di MSFB, ma tra cinque settimane dovrei poter avere la possibilitá di passare il week end in Freetown per cui magari sapró raccontarvi qualcosa in piú.
L'unica cosa che posso dirvi é che si trova sul mare e mi hanno detto che ha anche delle bellissime spiagge. All'aeroporto, che si trova in una localitá chiamata Lungi, fuori dalla cittá, son venuti a prendermi alcuni ragazzi sierraleonesi che lavorano per MSF e subito é stata un impresa riuscire a raggiungere la cittá perché l'elicottero, di una compagnia privata, che di solito trasporta i passeggeri dall'areoporto a Freetown é da qualche mese fuori uso. Perció abbiamo dovuto trovare un passaggio fino all'imbarco del traghetto che porta a Freetown, sperando che a quell'ora ci fosse ancora. Fortunatamente tutto é andato per il meglio.
La mattina dopo son venuti a prendermi con la lancruiser di MSF e dopo cinque ore di strada sono arrivato a Bo. Bo é una cittadina, non tanto grande, ma si puó trovare piú o meno di tutto. Anche qui tante baracche, case mezze diroccate, caos di persone e di auto e motociclette per le strade. Pensate che le auto camminano quasi a centro strada, anche nelle strade esterne alle cittá, per evitare i pedoni che camminano a bordo strada.
Le persone sono stupende, molto cordiali e gentili, specie con noi di MSF e spero di potermi fare un po'di amici anche qui, come in Angola. Il progetto di MSF in Bo é davvero grosso, se pensate che siamo la bellezza di una ventina di espatriati, soprattutto medici e infermieri e questa é una delle principali differenze rispetto alla mia missione in Angola in cui di espatriati eravamo solo in due.
Il Gondama Referral Center, dove lavoro e passo gran parte della mia giornata, é un centro ospedaliero costruito in tutto e per tutto da MSF ed é abbastanza grande. Ci sono diversi reparti situati in differenti costruzioni e il problema sanitario principale che ci si trova ad affrontare é la malaria che qui ha un'incidenza spaventosa specie sui bambini di etá inferiore ai 5 anni di vita. Io, questa volta, dovró occuparmi ''solo'' di logistica ed in particolare ''solo'' della parte relativa alle costruzioni. Ci sono diverse prioritá a cui dover rispondere in questo momento ma la piú grossa riguarda la costruzione di un nuovo reparto maternitá. Sará molto interessante per me dal punto di vista professionale, anche perché potró apprendere delle tecniche costruttive leggermente differenti dalle nostre e sicuramente accrescere la mia esperienza in questo campo.
É inutile dire che sará anche questa un'altra bellissima esperienza dal punto di vista umano, ho giá fatto amicizia con tre bambini che sono qui in ospedale che ieri erano nell'ufficio della logistica insieme a me e mentre io finivo di definire l'architettonico del nuovo reparto che a breve inizieremo a costruire loro facevano i loro disegnini spiegandomi ogni volta cosa stessero disegnando.
All'inizio dicevo che probabilmente non mi sentirete cosí entusiasta come lo ero al mio arrivo in Angola, anche perché qui la mia situazione é completamente differente. Intendo dire che facendo il paragone con la situazione in cui mi trovavo a Cuemba, non so perché ma preferivo di gran lunga quella perché mi sentivo piú a contatto con la gente del posto e piú libero di potermi esprimere con loro e potermi creare degli spazi in cui coinvolgerli, come ad esempio le mie classi di capoeira…….
Qui é un po' differente e penso sia dovuto in parte al fatto che siamo tanti espatriati, forse troppi, con i quali tuttavia mi trovo abbastanza bene e pian piano sto incominciando a farmi conoscere e a sentirmi sempre piú parte del gruppo. In parte puó dipendere anche dal fatto che essendo in una cittadina ed essendo la casa in cui vivo un po' in periferia ogni volta per fare un giro o uscire per fare la spesa é necessario chiamare un' auto per farsi venire a prendere, mentre io ero abituato ad uscire a piedi a Cuemba per qualsiasi cosa e questo mi permetteva di incontrare la gente per strada e di sentirmi piú in mezzo a loro. Non lo so, forse é solo una mia errata impostazione mentale che mi fa sentire cosí, sicuramente dipende anche dal fatto che comunque sono all'inizio e quindi nuovo e col passare del tempo riusciró a sentirmi sempre piú a mio agio, e di questo ne sono convinto, ma da quando sono arrivato qui provo una strana nostalgia per Cuemba, l'Angola e i sette mesi e mezzo passati li, come non l'avevo ancora provata da quando sono andato via.
E poi anche il mio inglese non proprio corrente mi fa sentire un po' a disagio con gli altri perché magari spesso mi capita di non capire le cose che mi vengono dette o di non potermi esprimere pienamente come vorrei e rischio di fare la figura del deficente, ma sono fiducioso sul fatto che anche questo problema con il passare del tempo scomparirá. Spero solo che gli altri abbiano un po' di pazienza fino a che questo non accadrá.
Scusatemi se mi sono un po' dilungato su questo punto ma era solo per rendervi partecipi anche del mio personale stato d'animo in questo momento.
Comunque tranquilli, tuttosommato la situazione é sotto controllo per il momento e sono convinto, ed anche alcuni miei colleghi espatriati qui mi hanno rassicurato, che sará solo questione di tempo e tutto andrá per il meglio.
Sono convinto che giá nella mia prossima mail mi sentirete molto piú entusiasta e comunque non posso dire di aver perso l' entusiasmo che avevo all' inizio della mia prima missione perché se cosí fosse di certo non sarei qui.
Ciao a tutti carissimi e a presto
Marcello`
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sabato 17 febbraio 2007
Donde esta raquel ?
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13:34
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