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venerdì 14 marzo 2008

Kaguro, 5 Marzo 2008

Ciao a tutti carissimi,
Spero stiate tutti bene. Lo so che non mi faccio sentire da un po' ma vi
giuro che non ho proprio avuto tempo. Comunque ogni tanto riesco a trovarlo
il tempo per scrivere due righe e cosi' eccomi qua...
Qui le cose procedono alla grande anche se confesso che comincio un po' ad
avvertire la stanchezza di quattro mesi di missione sulle spalle ma so che
posso farcela senza problemi fino alla fine. Ah, a proposito di fine, vi
anticipo che molto probabilmente dovro' estendere di qualche settimana,
credo addirittura di un mese, la mia missione perche' il mio sostituto
potra' arrivare qui a rimpiazzarmi non prima dei primi di Maggio e finche'
da Khartoum, tra briefings vari, arriva qui in Kaguro, passeranno almeno due
settimane, piu' passaggio di consegne con me, alla fine partiro' intorno a
fine Maggio... Ma non e' un problema, se volessi potrei anche
tranquillamente partire quando il mio contratto termina e cioe' il 21 di
Aprile ma sinceramente non voglio lasciare i miei colleghi in difficolta'
senza logista per circa un mesetto... bisogna essere un po' flessibili in
questi casi.
Avrei tante cose da raccontarvi riguardo al periodo in cui non mi sono fatto
sentire, ma chiaramente non posso elencarvele tutte, sono troppe. Ma una che
mi e' rimasta impressa ve la devo proprio raccontare...
Circa un paio di mesi fa abbiamo avuto l'ennesima emergenza per cui siamo
corsi come al solito di sera nel dispensario ed abbiamo dovuto eseguire
l'ennesimo parto cesareo, che come vi ho spiegato la volta scorsa per noi
qui e' un'emergenza, visto che non abbiamo gli strumenti adatti ed il
personale medico adatto.
Inizialmente i miei colleghi medici ed infermieri hanno avuto qualche
difficolta' perche' anche se sono riusciti a tirar fuori il neonato, il
piccolo non respirava e hanno tentato di rianimarlo come potevano, mentre
allo stesso tempo la madre cominciava a risvegliarsi dall' anestesia quando
era ancora troppo presto, visto che ancora non avevano richiuso il
tutto..... Vi lascio immaginare i momenti di panico ma alla fine la madre si
e' riaddormentata con un' altra anestesia e il piccolo ha cominciato a
respirare anche se non piangeva, probabilmente perche' troppo debole....
Comunque quella e' stata per me la prima volta che ho assistito ad un parto
cesareo ed in quelle condizioni poi..... Eravamo tutti nella stanza che
solitamente usiamo come sala operatoria quel giorno, intendo non solo il
medico e i due infermieri ma anche io e la coordinatrice del progetto che
cercavamo di essere comunque di aiuto in qualche modo. Quando sono rientrato
nella stanza, dopo essere uscito fuori a controllare che i collegamenti
elettrici dal generatore alla lampada operatoria, fossero a posto, la
coordinatrice mi ha passato il piccolo neonato dalle sue braccia alle mie
chiedendomi di tenerlo per un po' e alla fine l'ho tenuto in braccio per due
ore circa fino a quando cioe' i miei colleghi non hanno finito il tutto e
portato la madre nel reparto a riposare.
Vi assicuro che per me e' stata un'esperienza che non dimentichero' mai....
Ora la madre e il bambino stanno bene e proprio qualche giorno fa son
passato dal reparto in cui erano per salutarli perche' stavano per ritornare
al loro villaggio ed e' stata un gioia immensa per me rivedere il piccolo
che ho tenuto in braccio per due ore appena e' nato a distanza di un paio di
mesi circa ed in ottime condizioni, quando l' ho salutato sembrava quasi mi
abbia riconusciuto perche' mi ha sorriso.....
Comunque qui andiamo avanti coi lavori, il nuovo ufficio e' quasi alla fine
anche se ogni volta dobbiamo scontrarci con mille difficolta' per ricevere
il materiale ed e' davvero mortificante.....ma tutto sommato sono abbastanza
soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto finora.
Un' altra bella notizia e' che ho avuto la brillante idea di costruire un
campo di calcio proprio vicino alla scuola in modo che rimanga per i bambini
ed ho comprato in El Fasher, dove ho passato un week-end di riposo, giusto
per staccare un po' dopo quattro mesi sempre nello stesso posto, 22 divise
da calciatore, pantaloncini e magliette, per due diversi team da 11, due
palloni in cuoio, uno per noi adulti ed uno per i bambini della scuola, e
addirittura 6 paia di scarpette da calciatore, le cui taglie mi sono state
espressamente richieste da alcuni dello staff locale, per iniziare a fare
qualcosa di diverso e divertente in questo bellissimo posto dimenticato da
tutti.
E tutti sono talmente entusiasti che perfino i lavoratori giornalieri, che
di solito lavorano per noi nella costruzione del nuovo ufficio fra le varie
cose, si sono offerti di aiutarci a sistemare il nuovo campo, ripulendolo
dalle erbacce, riempiendo con grosse pietre e poi con terra alcune trincee
scavate dall' acqua durante la stagione delle piogge, per livellare bene o
male la superficie del campo stesso, tracciando le linee di delimitazione,
centro campo ed aree di rigore ed infine, proprio oggi fissando le porte in
pali di acciaio e traverse. Domani prima partita ufficiale di inaugurazione:
Ufficio contro Dispensario. Ci sara' da divertirsi......
Pensate che da quando si e' sparsa la voce che avevamo intenzione di
costruire un campo da calcio nel mercato del villaggio sono cominciate a
comparire scarpette da calcio e palloni in gomma, articoli mai visti prima
in Kaguro city........

Ok, credo di aver scritto abbastanza per oggi, vi prometto che cerchero' di
farmi risentire un po' piu' spesso.

Un abbraccio a tutti e a rivederci presto, non manca poi cosi' tanto...

Marcello

venerdì 18 gennaio 2008

Marcello, Kaguro, 18 Gennaio 2008

Ciao a tutti carissimi,
Come va? Spero tutto bene. Io sto abbastanza bene e le cose qui continuano
ad andare avanti per il meglio, almeno per quel che riguarda il nostro
lavoro.
Mi rendo conto che non e' da tanto che vi ho spedito l'ultima mail ma, visto
che alcuni di voi mi hanno scritto negli ultimi giorni chiedendomi come sto
e come le cose stanno andando e di farmi sentire anche solo per dire che va
tutto bene, eccomi qua. In effetti non ho tanto tempo a disposizione per
rilassarmi un po' e scrivere due righe perche' c'e' sempre tanto da fare
qui, come potete immaginare, ma ogni tanto, specie il venerdi (non ricordo
se ve l'ho gia' detto ma qui la nostra domenica e' di venerdi) mi fa piacere
rilassarmi un po' e scrivere a tutti voi, giusto perche' non vi
dimentichiate di me.
Comunque, giusto per descrivervi un po' la situazione qui, dovete sapere che
nonostante dal resto del Darfur continuano ad arrivare ogni giorno notizie
di scontri tra diverse fazioni di ribelli e truppe governative che ogni
tanto bombardano dal cielo qualche villaggio, incuranti del fatto che ci
siano anche civili che normalmente vivono in quei villaggi, qui dove mi
trovo la situazone e' sempre piuttosto tranquilla tanto che non sembra
nemmeno di essere in Darfur...
Qualcuno di voi mi ha chiesto tempo fa se fosse possibile descrivere la
situazione in maniera un po' piu' approfondita e precisa, ma vi assicuro che
non e' affatto semplice proprio perche' ogni giorno ce n'e' una nuova e
comunque quello che posso fare e' descrivervela per quello che grosso modo
son riuscito a capire.
Attualmente la situazione e' piuttosto difficile al confine tra Darfur e
Chad tanto che probabilmente l'UE inviera' alcune truppe da Belgio, Francia
e Polonia, secondo le ultime notizie che abbiamo. In quell'area c'e' un po'
di confusione tra ribelli sudanesi e truppe governative sudanesi e tra
ribelli chadiani e truppe governative chadiane, ma non solo, anche tra
ribelli di un paese e truppe governative dell'altro. Insomma un casino.
In piu' qualche giorno fa ci e' giunta notizia che uno dei principali gruppi
ribelli chiamati JEM (Justice and Equality Movement, non so se mi spiego...)
ha dichiarato la nascita di tre nuovi stati in Darfur con rispettive
capitali, naturalmente controllati da loro. Questo per dirvi che ogni giorno
chiunque abbia un po' di potere, datogli dalle armi naturalmente, cerca di
accaparare per se pezzi di territorio per acquisire sempre maggior potere e
avere maggiore influenza sulle decisioni che saranno prese sul tavolo delle
trattative una volta che tutte le forze dell'ONU saranno state dispiegate in
Darfur, entro la fine di quest'anno, per garantire la pace.....
Inoltre ogni tanto ci giungono notizie di convogli di organizzazioni
umanitarie come WFP (World Food Program) l'agenzia ONU per la distribuzione
di cibo nei Paesi del Terzo Mondo, o ICRC (Croce Rossa Internazionale) che
proprio qualche giorno fa la prima e la scorsa notte la seconda sono stati
attaccati da gruppi armati e derubati. Fortunatamente nessun ferito, ma a
volte capita anche quello. E pensate che quel convoglio della Croce Rossa
che e' stato attaccato la scorsa notte era diretto proprio qui in Kaguro per
condurre delle valutazioni sulla possibilita' di costruire dei pozzi per
l'acqua da queste parti visto che comincia gia' preoccupantemente a
scarseggiare...
Per ora la loro visita qui e' sospesa, ma speriamo che riescano a venire al
piu' presto prima che sia troppo tardi...
Devo pero' essere sincero, e non per tranquillizzarvi, ma io qui, fino a
questo momento, mi sento abbastanza tranquillo, tanto che mi sembra quasi
irreale che in aree vicine a dove ci troviamo e lavoriamo ci sia tutta
questa confusione e qui e' tutto cosi tranquillo...
Comunque per parlarvi ora del nostro lavoro qui sono abbastanza soddisfatto
di come le cose stiano andando, pensate che tra le altre cose stiamo pian
piano tirando su una bella struttura metallica per il nuovo ufficio che
dovremmo finire di costruire in due, tre settimane al massimo e con la
manodopera assolutamente non qualificata che mi ritrovo non avrei mai
pensato fosse possibile e invece....
In piu' stiamo pian piano migliorando la qualita' della vita nel dispensario
(piccolo ospedale), ma non possiamo fare piu' di tanto riabilitazioni di
sorta visto che subito dopo il nuovo ufficio dovremmo costruire un nuovo
dispensario. E anche la qualita' di vita nel compound, dove viviamo noi
expats, sta pian piano migliorando.
Proprio il giorno di capodanno abbiamo avuto un'emergenza in ospedale, la
sera e siamo corsi tutti per cercare di salvare la vita ad una giovane donna
che aveva partorito qualche giorno prima in casa, in un altro villaggio
lontano da Kaguro, e aveva praticamente da circa quattro o cinque giorni
ancora la placenta dentro (scusate la crudezza). Pensate e' arrivata
viaggiando nel cassone di un camion, che di solito usano per trasportare la
merce, e vi dicevo siamo subito corsi in ospedale. Io ho dovuto, come sempre
in queste occasioni, portarmi dietro il generatore che di solito fornisce
energia al compound, perche' nel dispensario non abbiamo energia elettrica e
i miei colleghi medici ne avevano bisogno per la lampada da operazioni,
visto che appunto dovevano operare.
Purtroppo qui non abbiamo tutti i mezzi e gli strumenti che normalmente
dovrebbero essere in una normale sala operatoria (una tenda, nel nostro
caso) percio' vi lascio immaginare in quali condizioni e per quanto tempo si
sia potuta protarre questa operazione e alla fine quando tutto sembrava
risolto per il meglio abbiamo lasciato la ragazza riposare tranquillamente
sotto osservazione degli infermieri e siamo tornati nel compound intorno
alle 23:00 o giu' di li.
Ma eravamo coscienti che la ragazza aveva perso molto sangue durante
l'operazione e anche che avevano fatto passare troppi giorni prima di
decidersi a venire in ospedale, quindi non eravamo troppo sicuri che ce
l'avrebbe fatta, ma lo speravamo tanto.....e infatti la mattina dopo ci
hanno informato che la ragazza era morta mentre dormiva. Non potete
immaginare quanto mi abbia fatto soffrire questo, a volte ci si sente
davvero impotenti davanti a certe cose, lo so che abbiamo fatto tutto il
possibile per salvarla, ma non ci siamo riusciti e vi assicuro che e' una
sensazione davvero spiacevole perche' sappiamo che vengono da noi pensando
che possiamo salvare vite umane, ma quando poi non ci si riesce ci si sente
abbastanza abbattuti e mortificati.
Comunque, prima ancora di questo spiacevole evento ne abbiamo avuto anche
uno a lieto fine, perche' qualche giorno prima, sempre di sera, abbiamo
fatto partorire, di parto cesareo, una bellissima bambina, figlia di uno dei
nostri operai costruttori, che e' anche un personaggio ed e' veramente
simpatico, che tra l'altro ci ha poi invitato nella sua casa, una settimana
dopo la nascita, per festeggiare con i suoi parenti ed amici la nuova nata
appunto, come usanza del posto ed e' stata un'esperienza davvero unica.
Potrei raccontarvi tante e tante altre piccole cose che accadono giorno dopo
giorno in questo quasi incantato posto sperduto nel cuore del Darfur dove
purtroppo ogni giorno persone indifese continuano a morire di malattia o a
causa della guerra e dove noi continuiamo a lavorare sodo per cercare
perlomeno di ridurre al minimo la interminabile sofferenza di questa
bellissima ma martoriata gente del Darfur.

A risentirci presto

Un abbraccio

Marcello

martedì 6 novembre 2007

Marcello Khartoum 6/11/2007




Ciao a tutti,
solo due righe per dirvi che ieri sera sono arrivato sano e salvo a Khartoum e oggi ho cominciato il mio briefing in ufficio incontrando tutti i responsabili dei vari dipartimenti e continuero' nei prossimi giorni, anche perche' fino a sabato non potro' volare sul mio progetto in Darfur.
Comunque il primo impatto e' sempre lo stesso, forte ed emozionante, come ogni volta che si sbarca in un mondo completamente diverso dal nostro, anche se oramai dovrei cominciare ad esserci un po' piu' abituato, ma e' inevitabile.
La prima cosa che mi ha colpito gia' fin dal mio viaggio in aereo e' stata l'interminabile distesa desertica che ho potuto ammirare per almeno un paio di ore buone, se non di piu', vi assicuro che e' qualcosa di indescrivibile.
E pensavo tra me e me che il posto in cui dovro' vivere per sei mesi, a partire dalla prossima settimana e' situato proprio in un area desertica, ma sorprendentemente non mi fa paura.
Comunque tutti qui mi dicono che, anche se isolato, Kaguro e' comunque un bel posto paesaggisticamente parlando, perche' si trova in altura e dovrebbe esserci della vegetazione....

Anche la gente qui sembra molto cordiale e socievole e solo oggi ho conosciuto un bel po' di persone di cui naturlmente ancora non ricordo tutti i nomi...
Ma vi raccontero' un po' di piu' dopo aver passato un po' di tempo nel mio progetto, per adesso posso solo dirvi che fa tanto caldo e che il primo impatto che ho avuto in generale e' abbastanza positivo.

Un grossissimo abbraccio a tutti e a risentirci presto.

venerdì 28 settembre 2007

indovinate chi viene a cena ?

ebbene si il buon marcellino torna a farci visita, starà una settimana quindi se volete passare
siam qui...

domenica 12 agosto 2007

Bo, Sierra Leone 5 Agosto 2007

Bo, Sierra Leone 5 Agosto 2007


Ciao a tutti miei cari,
spero stiate tutti bene. Lo so, é da un bel pó che non mi faccio vivo, spero non me ne vogliate, ma in questi ultimi mesi sono stato veramente tanto impegnato con il lavoro. Comunque per tranquillizzarvi vi dico subito che sto benone, anche se comincio ad sentire il bisogno di un pó di riposo, e che presto saró di nuovo dei vostri perché, anche se il mio volo non é ancora confermato, dovrei partire da Freetown il 27 di questo mese per stare a Bruxelles il 28 per il mio debriefing e possibilmente in Italia il 29. Per questo credo proprio che questa sarà la mia ultima mail dalla Sierra Leone.
Sarebbero tante le cose da raccontare relativamente a questi ultimi mesi, ma sinceramente non ho voglia di dilungarmi troppo e annoiarvi con le mie storie.
Quello che peró voglio assolutamente condividere con tutti voi sono i bellissimi ricordi e profonde emozioni che ho provato e continueró a provare fino alla fine di questa mia incredibile avventura.
Ho ancora nei miei occhi e porteró sempre nel mio cuore gli irresistibili sorrisi dei bambini, tantissimi e bellissimi, che mi salutano affettuosamente e mi corrono incontro prendendomi per mano. E che dire delle meravigliose persone che ho incontrato qui, sia expats provenienti da ogni parte del mondo, con i quali ho lavorato e vissuto per sei, quasi sette indimenticabili mesi, sia staff locale con cui ho condiviso e continuo a condividere dei momenti unici.
Pensate che come ringraziamento e ricordo per il mio infaticabile e numeroso staff (4 supervisori, 8 operai con contratto e ben 55 lavoratori giornalieri) ho pensato bene di far fare delle magliette con la scritta "CONSTRUCTION TEAM 2007" sul retro e "MSF-B BO SIERRA LEONE" sul davanti, tutte pagate di tasca mia e contro il NO della mia capo missione, che ora é in ferie, ma quando tornerà troverà la sorpresa, ma tranquilli le spiegheró tutto e sono sicuro che capirà...
Dovreste vedere con quale entusiasmo ed orgoglio indossano la loro CONSTRUCTION TEAM maglietta e questo mi rende immensamente felice perché so quanto abbiano lavorato duramente in questi quasi sette mesi passati insieme e quanto uniti siamo stati e siamo come staff.
Pensate che é da un pó di tempo che mi descrivono la bellissima festa di addio che hanno intenzione di prepararmi con danze e canti tradizionali e addirittura stanno organizzando una partita di calcio tra staff e casuals (lav. giornalieri), a cui naturalmente dovró prender parte anch´io, che dovrebbe aver luogo tra due settimane nel campo di calcio del campo rifugiati difronte all´ospedale in cui lavoriamo ogni giorno.
Loro non vorrebbero che io andassi via, ma se proprio devo andare vogliono salutarmi nel miglior modo possibile e questo mi rende enormemente felice ed orgoglioso come non potete immaginare.
Anch´io da un lato vorrei poter non andare via perché mi son trovato e mi trovo veramente bene e a mio agio con loro e qui in Sierra Leone in generale, ma dall´altro lato so che comunque non posso restare qui per sempre e anche perché ho voglia di tornare un pó a casa per riabbracciare la mia famiglia e tutti i miei amici e riposare un pó prima di ripartire per un altra indimenticabile avventura in un altro dimenticato angolo del pianeta.

E tutto questo perché credo e continueró a crederci sempre che se lo vogliamo possiamo davvero rendere questo mondo migliore e dare la possibilità di vivere dignitosamente a chi ingiustamente non ce l´ha, persone bellissime, ma soprattutto persone come noi che abbiamo solo avuto la fortuna dalla nostra...

Persone e luoghi che non potró mai dimenticare per il resto della mia vita…..


Ciao e a presto!

Marcello

sabato 21 luglio 2007

e allora ciao eh

e come ogni estate da anni e anni e anni arriva il momento dei saluti, abbiamo dato l'addio a caino, il benvenuto ad akira, l'arrivederci a daniello, adesso aspettiamo la visita di mickymik e seth, la morte dolorosa di berlusconi ratzinger e borghezio, il ritorno di martina (?) il matrimonio di gluck e cri, jeff ed elise, giorgio e agnes, fabrizio e daniela, i figli da peppe e anna e daniello e enrico, la laurea di tonino lollò e caludio, un lavoro per me e franco, notizie di frengy, raquel, tiziana, patrizia, paola, maya, burullubrundu detto aldo, carmine, dario, denise, emi, botty, johnny tallone, pierflavio e marcello, il bimbo di raffa e marina, il successo di matteo nella musica e di elena come più grande giuslavorista della storia, l'arrivo di florinda, un coinquilino per agosto, insomma è finito un anno accademico e dopo le ennesime brevissime vacanze e l'ennesimo gatto da castrare salutiamo tristi tristi la partenza di mommò...

mercoledì 30 maggio 2007

Bo, Sierra Leone 27 Maggio 2007



Bo, Sierra Leone 27 Maggio 2007


Ciao a tutti miei cari,
spero stiate tutti bene. Dopo quasi due mesi di silenzio ritorno a farmi sentire giusto perché non vi scordiate di me.
In realtà non ho molte cose da raccontarvi, non perché non abbia nulla da fare qui eh, anzi ce ne é di lavoro da fare, ma forse perché ormai ci ho fatto un pó l´abitudine…
Comunque vi rassicuro dicendovi che tutto va per il meglio, il lavoro procede alla grande, abbiamo da pochi giorni terminato una delle strutture in programma che ospiterà il nuovo reparto per i bambini malnutriti, quelli più piccoli.
E' una grandissima soddisfazione per me vedere finalmente completato e pronto ad essere utilizzato qualcosa che ho progettato e seguito nella realizzazione dalle fondamenta fino alle finiture. Ed é soprattutto una grandissima soddisfazione per me ricevere i complimenti da parte di tutti, sia dai colleghi espatriati che dallo staff locale, che apprezzano tantissimo il lavoro che io e il mio infaticabile team stiamo facendo.
E posso ritenermi davvero soddisfatto del lavoro che loro in particolare, il construction team, stanno facendo perché mi rendo conto che a volte forse sono un pó pressante nei loro confronti (ma é inevitabile se vogliamo rispettare i tempi previsti per completare le strutture previste e soprattutto prima che la stagione delle piogge entri nella sua fase più intensa) ma loro continuano a lavorare duramente giorno dopo giorno sotto un sole cocente che non da scampo, tanto che io ad esempio ogni tanto sono costretto a rifugiarmi nel mio ufficetto della logistica per riprendermi un pò poiché stare in giro tutto il giorno sotto questo sole vi assicuro é davvero stancante e figuratevi che io sono solo in giro a controllare e dirigere i lavori...
Comunque ribadisco mi sento davvero soddisfatto e gratificato da quello che sto realizzando e poi non dimentichiamo l' aspetto umano della questione che non é sicuramente da meno. E´ stupendo il rapporto di amicizia e complicità che si é instaurato soprattutto tra me e i ragazzi del mio team, ma anche con tutte le persone che ogni giorno incontro in ospedale personale medico, addetti alla cucina o alle pulizie che siano che ogni giorno mi salutano chiedendomi come sto e augurandomi una buona giornata. Persino alcune mamme di piccoli bellissimi pazienti ormai mi conoscono bene e mi salutano nella loro lingua locale, una delle tante, il Mende che pian piano sto imparando ed é bellissimo poter scambiare anche poche parole giusto per salutarsi e chiedersi a vicenda come stai? in Mende e vedere la reazione di stupore e di apprezzamento da parte loro per questo mio tentativo di comunicare con loro nella loro lingua.
Ed é stupendo anche perché mi fa sentire molto più vicino a loro.
E che dire poi dei piccoli bellissimi pazienti. Ce ne sono di tutte le età e mi fanno letteralmente impazzire (di gioia intendo). Ultimamente ce ne sono due in particolare che mi stanno particolarmente a cuore, una bambina di circa sette anni di nome Mary che ogni volta che mi vede da lontano mi chiama e poi mi viene incontro dandomi un bacetto, é di una tenerezza indescrivibile. Per non parlare poi di Foddy, un bambino di circa due anni o forse meno, che ancora ha difficoltà a stare in piedi, che ogni volta che mi vede comincia a sorridere battendo le mani e saltellando di gioia e mi viene incontro per essere preso in braccio o per giocare. Ed io non riesco proprio a resistergli. E la mamma ogni volta mi chiede di portarlo via con me.....
Comunque per concludere non posso che ritenermi soddisfatto e fortunato per tutto quello che sto vivendo in questo particolare periodo della mia vita che spero duri a lungo, magari per sempre e sono davvero felice di poter condividere le intense emozioni che sto provando giorno dopo giorno con tutti voi miei cari, sperando di fare cosa a voi gradita.
Sapete, da quando ho iniziato a fare parte di questo mondo si é rafforzata in me e si rafforza ogni giorno di più la convinzione che un mondo migliore non é un´utopia, é davvero possibile, a costo di tanti sacrifici e lotte pur di ottenerlo, certo, ma lo si puó ottenere ed io sto solo cercando di dare il mio piccolo contributo, cosa che ho sempre sognato di poter fare un giorno.....

Un enorme abbraccio a tutti dalla incantevole terra di Sierra Leone.


Marcello



P.S. Un enorme grazie per le bellissime mails che mi avete inviato, continuate cosí. Ciao

mercoledì 21 febbraio 2007

Marcello, Bo, Sierra Leone 18 Febbraio 2007





Eccomi qua carissimi.
Finalmente riesco a scrivervi la mia prima mail dalla Sierra Leone. Dico finalmente perché ovviamente avrei voluto scivervi prima, ma solo ora riesco ad avere un momento di relax per poter scrivere due righe.
Comunque sappiate che sto bene e che non vi dimentico, per cui ogni tanto mi faró sentire.
Probabilmente questa volta non dimostreró lo stesso entusiasmo che avevo quando sono arrivato in Angola lo scorso anno, non perché arrivare in Sierra Leone non mi abbia fatto lo stesso effetto, anzi, ma forse perché sto cominciando un po' a farci l'abitudine ad imbattermi in queste realtá cosí distanti dalla nostra occidentale.
Comunque lo scenario é abbastanza simile a quello incontrato al mio arrivo in Angola, con Freetown, la capitale, caratterizzata dalle sue ''case'' in muratura, legno e lamiere di zinco, la maggiorparte, e soprattutto dal caos delle sue strade che é difficile da descrivere a parole e naturalmente…. tanta miseria.
Non ho visto granché di Freetown anche perché sono arrivato di sera tardi e sono ripartito la mattina dopo alla volta di Bo, la cittadina in cui é concentrato il progetto di MSFB, ma tra cinque settimane dovrei poter avere la possibilitá di passare il week end in Freetown per cui magari sapró raccontarvi qualcosa in piú.
L'unica cosa che posso dirvi é che si trova sul mare e mi hanno detto che ha anche delle bellissime spiagge. All'aeroporto, che si trova in una localitá chiamata Lungi, fuori dalla cittá, son venuti a prendermi alcuni ragazzi sierraleonesi che lavorano per MSF e subito é stata un impresa riuscire a raggiungere la cittá perché l'elicottero, di una compagnia privata, che di solito trasporta i passeggeri dall'areoporto a Freetown é da qualche mese fuori uso. Perció abbiamo dovuto trovare un passaggio fino all'imbarco del traghetto che porta a Freetown, sperando che a quell'ora ci fosse ancora. Fortunatamente tutto é andato per il meglio.
La mattina dopo son venuti a prendermi con la lancruiser di MSF e dopo cinque ore di strada sono arrivato a Bo. Bo é una cittadina, non tanto grande, ma si puó trovare piú o meno di tutto. Anche qui tante baracche, case mezze diroccate, caos di persone e di auto e motociclette per le strade. Pensate che le auto camminano quasi a centro strada, anche nelle strade esterne alle cittá, per evitare i pedoni che camminano a bordo strada.
Le persone sono stupende, molto cordiali e gentili, specie con noi di MSF e spero di potermi fare un po'di amici anche qui, come in Angola. Il progetto di MSF in Bo é davvero grosso, se pensate che siamo la bellezza di una ventina di espatriati, soprattutto medici e infermieri e questa é una delle principali differenze rispetto alla mia missione in Angola in cui di espatriati eravamo solo in due.
Il Gondama Referral Center, dove lavoro e passo gran parte della mia giornata, é un centro ospedaliero costruito in tutto e per tutto da MSF ed é abbastanza grande. Ci sono diversi reparti situati in differenti costruzioni e il problema sanitario principale che ci si trova ad affrontare é la malaria che qui ha un'incidenza spaventosa specie sui bambini di etá inferiore ai 5 anni di vita. Io, questa volta, dovró occuparmi ''solo'' di logistica ed in particolare ''solo'' della parte relativa alle costruzioni. Ci sono diverse prioritá a cui dover rispondere in questo momento ma la piú grossa riguarda la costruzione di un nuovo reparto maternitá. Sará molto interessante per me dal punto di vista professionale, anche perché potró apprendere delle tecniche costruttive leggermente differenti dalle nostre e sicuramente accrescere la mia esperienza in questo campo.
É inutile dire che sará anche questa un'altra bellissima esperienza dal punto di vista umano, ho giá fatto amicizia con tre bambini che sono qui in ospedale che ieri erano nell'ufficio della logistica insieme a me e mentre io finivo di definire l'architettonico del nuovo reparto che a breve inizieremo a costruire loro facevano i loro disegnini spiegandomi ogni volta cosa stessero disegnando.
All'inizio dicevo che probabilmente non mi sentirete cosí entusiasta come lo ero al mio arrivo in Angola, anche perché qui la mia situazione é completamente differente. Intendo dire che facendo il paragone con la situazione in cui mi trovavo a Cuemba, non so perché ma preferivo di gran lunga quella perché mi sentivo piú a contatto con la gente del posto e piú libero di potermi esprimere con loro e potermi creare degli spazi in cui coinvolgerli, come ad esempio le mie classi di capoeira…….
Qui é un po' differente e penso sia dovuto in parte al fatto che siamo tanti espatriati, forse troppi, con i quali tuttavia mi trovo abbastanza bene e pian piano sto incominciando a farmi conoscere e a sentirmi sempre piú parte del gruppo. In parte puó dipendere anche dal fatto che essendo in una cittadina ed essendo la casa in cui vivo un po' in periferia ogni volta per fare un giro o uscire per fare la spesa é necessario chiamare un' auto per farsi venire a prendere, mentre io ero abituato ad uscire a piedi a Cuemba per qualsiasi cosa e questo mi permetteva di incontrare la gente per strada e di sentirmi piú in mezzo a loro. Non lo so, forse é solo una mia errata impostazione mentale che mi fa sentire cosí, sicuramente dipende anche dal fatto che comunque sono all'inizio e quindi nuovo e col passare del tempo riusciró a sentirmi sempre piú a mio agio, e di questo ne sono convinto, ma da quando sono arrivato qui provo una strana nostalgia per Cuemba, l'Angola e i sette mesi e mezzo passati li, come non l'avevo ancora provata da quando sono andato via.
E poi anche il mio inglese non proprio corrente mi fa sentire un po' a disagio con gli altri perché magari spesso mi capita di non capire le cose che mi vengono dette o di non potermi esprimere pienamente come vorrei e rischio di fare la figura del deficente, ma sono fiducioso sul fatto che anche questo problema con il passare del tempo scomparirá. Spero solo che gli altri abbiano un po' di pazienza fino a che questo non accadrá.
Scusatemi se mi sono un po' dilungato su questo punto ma era solo per rendervi partecipi anche del mio personale stato d'animo in questo momento.
Comunque tranquilli, tuttosommato la situazione é sotto controllo per il momento e sono convinto, ed anche alcuni miei colleghi espatriati qui mi hanno rassicurato, che sará solo questione di tempo e tutto andrá per il meglio.
Sono convinto che giá nella mia prossima mail mi sentirete molto piú entusiasta e comunque non posso dire di aver perso l' entusiasmo che avevo all' inizio della mia prima missione perché se cosí fosse di certo non sarei qui.

Ciao a tutti carissimi e a presto

Marcello`

lunedì 22 gennaio 2007

Chindele

Marcello è passato a trovarci al ritorno dalla sua prima missione con Medici Senza Frontiere,
abbiamo fatto un piccolo video, (oddio son 16 minuti) comunque con molte delle foto che ci ha portato, la musica di sottofondo è la kizomba, tipica musica angolana....
ho messo su anche tutti i video che ha girato con la sua macchina fotografica
li trovate tutti qui