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domenica 5 ottobre 2008

e marcellino si sposa :-)


Tete (Mozambico), 05/10/2008


Ciao a tutti miei cari,
ebbene si sono ancora vivo… Scusate se non mi sono fatto sentire per tutto questo tempo da quando sono partito, ma sono stato molto preso in questo periodo da cose differenti.
Innanzitutto avevo bisogno di un po' di tempo per ambientarmi al nuovo paese, al nuovo progetto e ai nuovi colleghi, che come sempre all'inizio non e' cosi semplice, specialmente in questo caso poi visto che si tratta di un progetto piu' ampio e complesso del solito.
Comunque dopo un mese e mezzo quasi che sono qui devo dire che mi sono gia' abbastanza bene inserito, per cui non dovrebbero esserci particolari problemi da qui in avanti.
A differenza della precedente missione in Darfur, in cui mi son ritrovato a vivere per 6 mesi e mezzo in un posto isolatissimo in una specie di accampamento molto terra terra, nel mio bel tukul di pietra e paglia, ora mi ritrovo a vivere in una ridente cittadina mozambicana Tete, di circa 100.000 abitanti, in cui si puo' trovare piu' o meno di tutto (persino la pizza), attraversata dal fiume Zambesi (dal balcone del mio appartamento si ha una vista stupenda sul fiume) in un appartamento di circa 60 mq molto carino, che divido con un altro collega e pensate con un condizionatore per stanza, visto il caldo assassino che c'e' qua…
Certo non ero piu' abituato a questo lusso, infatti non uso molto il condizionatore, ma vi assicuro che a volte, specie di notte prima di prendere sonno, e' davvero indispensabile, pensate che in questo periodo ci sono 40/42 gradi durante il giorno, ma la notte non e' che scenda poi di tanto la temperature e ancora non siamo nel periodo piu' caldo che verra' nei prossimi mesi….

Comunque parlando del progetto in particolare, il lavoro di MSF in Mozambico e' incentrato sulla cura e prevenzione dell'HIV/AIDS ed in particolare qui in Tete lavoriamo nell'ospedale provinciale ed in quattro centri sanitari all'interno della citta', uno un po' piu' all'esterno, uno in un'altro distretto e altri quattro in distretti diversi da quello in cui io mi trovo. Tutti questi centri sono gestiti dal Ministero della Sanita' mozambicano e MSF svolge le sue attivita' cercando di integrare il suo personale con il personale del Ministero in modo che quando il progetto chiudera', tra due/tre anni circa, loro potranno continuare a svolgere queste attivita' autonomamente.

Il mio lavoro in particolare, come sempre, riguarda la parte logistica del progetto, cioe' la gestione di tutta la parte tecnica che sta a supporto delle attivita' mediche.
Devo dire che questa volta e' un po' piu' complicato del solito, visto che il progetto e', come dicevo, abbastanza grosso, e oltre alle normali attivita' dobbiamo essere pronti ad affrontare l'emergenza alluvioni e colera che quasi ogni anno puntualmente arriva con l'intensificarsi delle piogge in alcune zone del Mozambico particolarmente a rischio generalmente nel periodo che va da Gennaio a Marzo.

Per il resto, che dire, la gente qui e' stupenda, come al solito, i bambini sono meravigliosi e son contento di aver ripreso a parlare portoghese, e' una lingua che mi piace tantissimo e sto diventando sempre piu' esperto…

Infine prima di lasciarvi devo darvi questa notizia BOMBA come nell'oggetto di questa mail e cioe' questa:
ebbene si, miei cari, finalmente ho deciso di fare il grande passo, mi sposo!!!

Lei e' una bellissima ragazza mozambicana di 27 anni, si chiama Nanett, lavora per MSF anche lei e non so come spiegarlo ma e' stato subito amore a prima vista…
Lo so che magari puo' sembrarvi tutto un po' assurdo e una decisione un po' troppo affrettata, io stesso, se ci penso, mi meraviglio di questa mia decisione, ma vi posso assicurare che e' qualcosa che sento di volere fortemente e seriamente e sono davvero convinto di questa mia scelta e sento che e' qualcosa che doveva succedere prima o poi nella mia vita e solo in questo modo, cosi all'improvviso…

Per farvi capire che non e' uno schezo abbiamo gia' fissato la data con il Parroco della chiesa principale qui in Tete, 27 di dicembre 2008, e domani cominceremo insieme il corso prematrimoniale. Stiamo gia' cominciando ad interessarci dei preparativi con l'aiuto della sorella gia' sposata, che e' superentusiasta all'idea di organizzare il tutto perche' sia un matrimonio impeccabile e anche tutti i suoi parenti, a cui abbiamo gia' cominciato a comunicarlo sono superfelici.

E non vi dico quanto noi due siamo felici ed entusiasti di tutto questo…..

Non appena avremo fatto fare gli inviti li spediro' a tutti via mail e chi avra' voglia di farsi un viaggetto in Mozambico e partecipare al mio matrimonio il giorno 27 di dicembre 2008 sara' naturalmente il benvenuto.

Per il momento vi saluto con un grande abbraccio e spero di non avervi sconvolto troppo con questa notizia, ma era qualcosa che dovevo comunicarvi in qualche modo perche' ci tenevo davvero a rendervi partecipi della mia felicita'.

A presto.

Marcello

venerdì 14 marzo 2008

Kaguro, 5 Marzo 2008

Ciao a tutti carissimi,
Spero stiate tutti bene. Lo so che non mi faccio sentire da un po' ma vi
giuro che non ho proprio avuto tempo. Comunque ogni tanto riesco a trovarlo
il tempo per scrivere due righe e cosi' eccomi qua...
Qui le cose procedono alla grande anche se confesso che comincio un po' ad
avvertire la stanchezza di quattro mesi di missione sulle spalle ma so che
posso farcela senza problemi fino alla fine. Ah, a proposito di fine, vi
anticipo che molto probabilmente dovro' estendere di qualche settimana,
credo addirittura di un mese, la mia missione perche' il mio sostituto
potra' arrivare qui a rimpiazzarmi non prima dei primi di Maggio e finche'
da Khartoum, tra briefings vari, arriva qui in Kaguro, passeranno almeno due
settimane, piu' passaggio di consegne con me, alla fine partiro' intorno a
fine Maggio... Ma non e' un problema, se volessi potrei anche
tranquillamente partire quando il mio contratto termina e cioe' il 21 di
Aprile ma sinceramente non voglio lasciare i miei colleghi in difficolta'
senza logista per circa un mesetto... bisogna essere un po' flessibili in
questi casi.
Avrei tante cose da raccontarvi riguardo al periodo in cui non mi sono fatto
sentire, ma chiaramente non posso elencarvele tutte, sono troppe. Ma una che
mi e' rimasta impressa ve la devo proprio raccontare...
Circa un paio di mesi fa abbiamo avuto l'ennesima emergenza per cui siamo
corsi come al solito di sera nel dispensario ed abbiamo dovuto eseguire
l'ennesimo parto cesareo, che come vi ho spiegato la volta scorsa per noi
qui e' un'emergenza, visto che non abbiamo gli strumenti adatti ed il
personale medico adatto.
Inizialmente i miei colleghi medici ed infermieri hanno avuto qualche
difficolta' perche' anche se sono riusciti a tirar fuori il neonato, il
piccolo non respirava e hanno tentato di rianimarlo come potevano, mentre
allo stesso tempo la madre cominciava a risvegliarsi dall' anestesia quando
era ancora troppo presto, visto che ancora non avevano richiuso il
tutto..... Vi lascio immaginare i momenti di panico ma alla fine la madre si
e' riaddormentata con un' altra anestesia e il piccolo ha cominciato a
respirare anche se non piangeva, probabilmente perche' troppo debole....
Comunque quella e' stata per me la prima volta che ho assistito ad un parto
cesareo ed in quelle condizioni poi..... Eravamo tutti nella stanza che
solitamente usiamo come sala operatoria quel giorno, intendo non solo il
medico e i due infermieri ma anche io e la coordinatrice del progetto che
cercavamo di essere comunque di aiuto in qualche modo. Quando sono rientrato
nella stanza, dopo essere uscito fuori a controllare che i collegamenti
elettrici dal generatore alla lampada operatoria, fossero a posto, la
coordinatrice mi ha passato il piccolo neonato dalle sue braccia alle mie
chiedendomi di tenerlo per un po' e alla fine l'ho tenuto in braccio per due
ore circa fino a quando cioe' i miei colleghi non hanno finito il tutto e
portato la madre nel reparto a riposare.
Vi assicuro che per me e' stata un'esperienza che non dimentichero' mai....
Ora la madre e il bambino stanno bene e proprio qualche giorno fa son
passato dal reparto in cui erano per salutarli perche' stavano per ritornare
al loro villaggio ed e' stata un gioia immensa per me rivedere il piccolo
che ho tenuto in braccio per due ore appena e' nato a distanza di un paio di
mesi circa ed in ottime condizioni, quando l' ho salutato sembrava quasi mi
abbia riconusciuto perche' mi ha sorriso.....
Comunque qui andiamo avanti coi lavori, il nuovo ufficio e' quasi alla fine
anche se ogni volta dobbiamo scontrarci con mille difficolta' per ricevere
il materiale ed e' davvero mortificante.....ma tutto sommato sono abbastanza
soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto finora.
Un' altra bella notizia e' che ho avuto la brillante idea di costruire un
campo di calcio proprio vicino alla scuola in modo che rimanga per i bambini
ed ho comprato in El Fasher, dove ho passato un week-end di riposo, giusto
per staccare un po' dopo quattro mesi sempre nello stesso posto, 22 divise
da calciatore, pantaloncini e magliette, per due diversi team da 11, due
palloni in cuoio, uno per noi adulti ed uno per i bambini della scuola, e
addirittura 6 paia di scarpette da calciatore, le cui taglie mi sono state
espressamente richieste da alcuni dello staff locale, per iniziare a fare
qualcosa di diverso e divertente in questo bellissimo posto dimenticato da
tutti.
E tutti sono talmente entusiasti che perfino i lavoratori giornalieri, che
di solito lavorano per noi nella costruzione del nuovo ufficio fra le varie
cose, si sono offerti di aiutarci a sistemare il nuovo campo, ripulendolo
dalle erbacce, riempiendo con grosse pietre e poi con terra alcune trincee
scavate dall' acqua durante la stagione delle piogge, per livellare bene o
male la superficie del campo stesso, tracciando le linee di delimitazione,
centro campo ed aree di rigore ed infine, proprio oggi fissando le porte in
pali di acciaio e traverse. Domani prima partita ufficiale di inaugurazione:
Ufficio contro Dispensario. Ci sara' da divertirsi......
Pensate che da quando si e' sparsa la voce che avevamo intenzione di
costruire un campo da calcio nel mercato del villaggio sono cominciate a
comparire scarpette da calcio e palloni in gomma, articoli mai visti prima
in Kaguro city........

Ok, credo di aver scritto abbastanza per oggi, vi prometto che cerchero' di
farmi risentire un po' piu' spesso.

Un abbraccio a tutti e a rivederci presto, non manca poi cosi' tanto...

Marcello

venerdì 18 gennaio 2008

Marcello, Kaguro, 18 Gennaio 2008

Ciao a tutti carissimi,
Come va? Spero tutto bene. Io sto abbastanza bene e le cose qui continuano
ad andare avanti per il meglio, almeno per quel che riguarda il nostro
lavoro.
Mi rendo conto che non e' da tanto che vi ho spedito l'ultima mail ma, visto
che alcuni di voi mi hanno scritto negli ultimi giorni chiedendomi come sto
e come le cose stanno andando e di farmi sentire anche solo per dire che va
tutto bene, eccomi qua. In effetti non ho tanto tempo a disposizione per
rilassarmi un po' e scrivere due righe perche' c'e' sempre tanto da fare
qui, come potete immaginare, ma ogni tanto, specie il venerdi (non ricordo
se ve l'ho gia' detto ma qui la nostra domenica e' di venerdi) mi fa piacere
rilassarmi un po' e scrivere a tutti voi, giusto perche' non vi
dimentichiate di me.
Comunque, giusto per descrivervi un po' la situazione qui, dovete sapere che
nonostante dal resto del Darfur continuano ad arrivare ogni giorno notizie
di scontri tra diverse fazioni di ribelli e truppe governative che ogni
tanto bombardano dal cielo qualche villaggio, incuranti del fatto che ci
siano anche civili che normalmente vivono in quei villaggi, qui dove mi
trovo la situazone e' sempre piuttosto tranquilla tanto che non sembra
nemmeno di essere in Darfur...
Qualcuno di voi mi ha chiesto tempo fa se fosse possibile descrivere la
situazione in maniera un po' piu' approfondita e precisa, ma vi assicuro che
non e' affatto semplice proprio perche' ogni giorno ce n'e' una nuova e
comunque quello che posso fare e' descrivervela per quello che grosso modo
son riuscito a capire.
Attualmente la situazione e' piuttosto difficile al confine tra Darfur e
Chad tanto che probabilmente l'UE inviera' alcune truppe da Belgio, Francia
e Polonia, secondo le ultime notizie che abbiamo. In quell'area c'e' un po'
di confusione tra ribelli sudanesi e truppe governative sudanesi e tra
ribelli chadiani e truppe governative chadiane, ma non solo, anche tra
ribelli di un paese e truppe governative dell'altro. Insomma un casino.
In piu' qualche giorno fa ci e' giunta notizia che uno dei principali gruppi
ribelli chiamati JEM (Justice and Equality Movement, non so se mi spiego...)
ha dichiarato la nascita di tre nuovi stati in Darfur con rispettive
capitali, naturalmente controllati da loro. Questo per dirvi che ogni giorno
chiunque abbia un po' di potere, datogli dalle armi naturalmente, cerca di
accaparare per se pezzi di territorio per acquisire sempre maggior potere e
avere maggiore influenza sulle decisioni che saranno prese sul tavolo delle
trattative una volta che tutte le forze dell'ONU saranno state dispiegate in
Darfur, entro la fine di quest'anno, per garantire la pace.....
Inoltre ogni tanto ci giungono notizie di convogli di organizzazioni
umanitarie come WFP (World Food Program) l'agenzia ONU per la distribuzione
di cibo nei Paesi del Terzo Mondo, o ICRC (Croce Rossa Internazionale) che
proprio qualche giorno fa la prima e la scorsa notte la seconda sono stati
attaccati da gruppi armati e derubati. Fortunatamente nessun ferito, ma a
volte capita anche quello. E pensate che quel convoglio della Croce Rossa
che e' stato attaccato la scorsa notte era diretto proprio qui in Kaguro per
condurre delle valutazioni sulla possibilita' di costruire dei pozzi per
l'acqua da queste parti visto che comincia gia' preoccupantemente a
scarseggiare...
Per ora la loro visita qui e' sospesa, ma speriamo che riescano a venire al
piu' presto prima che sia troppo tardi...
Devo pero' essere sincero, e non per tranquillizzarvi, ma io qui, fino a
questo momento, mi sento abbastanza tranquillo, tanto che mi sembra quasi
irreale che in aree vicine a dove ci troviamo e lavoriamo ci sia tutta
questa confusione e qui e' tutto cosi tranquillo...
Comunque per parlarvi ora del nostro lavoro qui sono abbastanza soddisfatto
di come le cose stiano andando, pensate che tra le altre cose stiamo pian
piano tirando su una bella struttura metallica per il nuovo ufficio che
dovremmo finire di costruire in due, tre settimane al massimo e con la
manodopera assolutamente non qualificata che mi ritrovo non avrei mai
pensato fosse possibile e invece....
In piu' stiamo pian piano migliorando la qualita' della vita nel dispensario
(piccolo ospedale), ma non possiamo fare piu' di tanto riabilitazioni di
sorta visto che subito dopo il nuovo ufficio dovremmo costruire un nuovo
dispensario. E anche la qualita' di vita nel compound, dove viviamo noi
expats, sta pian piano migliorando.
Proprio il giorno di capodanno abbiamo avuto un'emergenza in ospedale, la
sera e siamo corsi tutti per cercare di salvare la vita ad una giovane donna
che aveva partorito qualche giorno prima in casa, in un altro villaggio
lontano da Kaguro, e aveva praticamente da circa quattro o cinque giorni
ancora la placenta dentro (scusate la crudezza). Pensate e' arrivata
viaggiando nel cassone di un camion, che di solito usano per trasportare la
merce, e vi dicevo siamo subito corsi in ospedale. Io ho dovuto, come sempre
in queste occasioni, portarmi dietro il generatore che di solito fornisce
energia al compound, perche' nel dispensario non abbiamo energia elettrica e
i miei colleghi medici ne avevano bisogno per la lampada da operazioni,
visto che appunto dovevano operare.
Purtroppo qui non abbiamo tutti i mezzi e gli strumenti che normalmente
dovrebbero essere in una normale sala operatoria (una tenda, nel nostro
caso) percio' vi lascio immaginare in quali condizioni e per quanto tempo si
sia potuta protarre questa operazione e alla fine quando tutto sembrava
risolto per il meglio abbiamo lasciato la ragazza riposare tranquillamente
sotto osservazione degli infermieri e siamo tornati nel compound intorno
alle 23:00 o giu' di li.
Ma eravamo coscienti che la ragazza aveva perso molto sangue durante
l'operazione e anche che avevano fatto passare troppi giorni prima di
decidersi a venire in ospedale, quindi non eravamo troppo sicuri che ce
l'avrebbe fatta, ma lo speravamo tanto.....e infatti la mattina dopo ci
hanno informato che la ragazza era morta mentre dormiva. Non potete
immaginare quanto mi abbia fatto soffrire questo, a volte ci si sente
davvero impotenti davanti a certe cose, lo so che abbiamo fatto tutto il
possibile per salvarla, ma non ci siamo riusciti e vi assicuro che e' una
sensazione davvero spiacevole perche' sappiamo che vengono da noi pensando
che possiamo salvare vite umane, ma quando poi non ci si riesce ci si sente
abbastanza abbattuti e mortificati.
Comunque, prima ancora di questo spiacevole evento ne abbiamo avuto anche
uno a lieto fine, perche' qualche giorno prima, sempre di sera, abbiamo
fatto partorire, di parto cesareo, una bellissima bambina, figlia di uno dei
nostri operai costruttori, che e' anche un personaggio ed e' veramente
simpatico, che tra l'altro ci ha poi invitato nella sua casa, una settimana
dopo la nascita, per festeggiare con i suoi parenti ed amici la nuova nata
appunto, come usanza del posto ed e' stata un'esperienza davvero unica.
Potrei raccontarvi tante e tante altre piccole cose che accadono giorno dopo
giorno in questo quasi incantato posto sperduto nel cuore del Darfur dove
purtroppo ogni giorno persone indifese continuano a morire di malattia o a
causa della guerra e dove noi continuiamo a lavorare sodo per cercare
perlomeno di ridurre al minimo la interminabile sofferenza di questa
bellissima ma martoriata gente del Darfur.

A risentirci presto

Un abbraccio

Marcello

sabato 1 dicembre 2007

Marcello, Kaguro 30 Novembre 2007




Kaguro, 30 Novembre 2007

Ciao a tutti carissimi,
Spero non me ne vogliate se non mi son fatto vivo fino ad ora, ma credetemi
se vi dico che non ho avuto un momento libero per poter scrivere due righe
in tranquillita'.
Comunque sto bene, in questo isolatissimo villaggio nel cuore del Darfur di
nome Kaguro, dove mi trovo da ormai quasi tre settimane e devo dire che sto
cominciando ad abituarmi.
Devo dire che inizialmente ero un po' preoccupato visto che in Darfur, come
saprete, la situazione non e' proprio delle piu' tranquille, ma quello di
Kaguro e', tra i progetti MSF in Darfur, sicuramente quello piu'
"tranquillo" visto che ci troviamo nell'area controllata dai ribelli per cui
le truppe militari governative non possono entrare e non ci sono quindi
scontri tra queste ultime e i ribelli stessi.
Non mi mettero' a spiegarvi la situazione del conflitto in atto in Darfur
perche' e' abbastanza complessa e difficile da spiegare e anche perche' io
stesso che ci sono "in mezzo" non l'ho ancora capita tanto bene e in piu' le
alleanze e le divisioni tra e all'interno delle stesse fazioni sono in
continuo cambiamento.
Comunque quello che e' certo, come potete immaginare, chi ci va di mezzo e'
sempre la popolazione indifesa che non ha alcun interesse a prendere parte
al conflitto, ma che si ritrova sempre con la casa distrutta o incendiata e
costretta a fuggire per non essere uccisa.
Prima di arrivare a Kaguro circa due settimane e mezzo fa non potevo
immaginare come fosse, anche se me lo avevano descritto sia a Khartoum che
ad El Fasher, dove ho fatto tappa prima di arrivare nel mio progetto, ma era
quasi impensabile per me immaginare che esistesse un bellissimo paesaggio
montano, anche se con vegetazione completamente diversa da come siamo
abituati ad immaginare per un paesaggio di questo tipo, nel bel bezzo del
deserto, perche' tutto il resto del Darfur e' nient'altro che deserto.
Sembra quasi di essere in un' oasi nel bel mezzo del deserto, per capirci,
dove il paesaggio e' dominato da cime che raggiungono anche i 2000 m ( il
nostro compound si trova a circa 1600 m) e dove durante il giorno fa un
caldo "africano" ma la notte, gia' a partire dalle sette di sera, comincia
addirittura a fare freddo, certo la temperatura per ora non scende al di
sotto dei 14/15 gradi, ma per noi che durante il giorno lavoriamo sotto un
sole a 30 gradi all'ombra 15 gradi di temperatura e' gia' freddo...
Comunque parlando piu' nello specifico del nostro compound, ossia il posto
in cui vivo con altri quattro colleghi, una ragazza indonesiana (medico),
una ragazza inglese (infermiera) ed un coppia francese (lei la Coordinatrice
del progetto e lui infermiere), si tratta di qualcosa di veramente
essenziale, visto che e' solo da qualche mese che Kaguro e' ufficialmente un
progetto a se, per cui siamo veramente all'inizio. Noi viviamo in quattro
"tukul", abitazioni tipiche del posto, costituite da una stanza piu' o meno
quadrata, di circa 3 x 3 m, con le pareti fatte di pietre grosse messe
semplicemente una sull'altra e rivestite all'interno con una specie di
intonaco grezzo fatto di terra e sterco di mulo e paglia (che detta cosi'
lascerebbe pensare al cattivo odore che si potrebbe respirare vivendoci
dentro, ma tranquilli una volta che e' secca l'odore non si sente piu') e il
tetto fatto di canne di bamboo o qualcosa di simile.
Devo dire che all'inizio si fa un po' fatica a viverci dentro ma una volta
fattaci l'abitudine sono anche abbastanza confortevoli.
In piu' nel compound abbiamo una piccola living room con struttura in legno
e pareti in plastic sheeting (fogli di plastica impermeabile) che
utilizziamo per i pasti ma anche come ufficio, visto che il nuovo ufficio,
quello vero, dovro' farlo costruire io.
Poi abbiamo un'altra piccola struttura cosiddetta semi-permanente (legno e
plastic sheeting, come la living room) che utilizziamo come cucina e
un'altro tukul, un po' piu' grande degli altri in cui abbiamo la postazione
radio base ed in cui per il momento dormono i tre staff nazionali, che
vengono da fuori Kaguro e quindi non hanno ancora una casa qui, e cioe' il
traduttore, da pochi giorni assistente admin/fin, e i due autisti.
E per completare l'opera una latrina, sempre con struttura in legno e pareti
e tetto in plastic sheeting (la nostra camera da bagno) e una doccia, stessa
struttura, dove ci si lava con acqua nel secchio e bicchiere di plastica.
In piu' due tende, l'ultima delle quali montata da poco, in cui abbiamo lo
stock logistico in una e quello medico nell'altra.
Il progetto consiste nella gestione di un piccolo ospedale/dipensario che si
trova a circa 1 km dal nostro compound.
Anche nel dispensario le strutture sono molto basiche, vi e' solo una
piccola costruzione in muratura riabilitata alla meglio che ospita una
piccola sala operatoria e per le medicazioni e lo stock medico. I reparti
sono costituiti da quattro tende, tre da 27 mq e un da 41 mq, installate da
MSF, dove si effettuano consultazioni mediche varie, cure prenatali e cure
mediche di base per la popolazione del posto e dell'area in generale.
Io per il momento mi occupo da solo di tutta la logistica relativamente al
compound MSF ed al dispensario, che significa assicurare tutte le condizioni
necessarie perche' il personale medico possa lavorare nel dispensario e noi
espatriati vivere nel compound. Ad esempio l'energia nel compound e' fornita
durante il giorno per mezzo di batterie alimentate da panelli solari e
durante la sera da un piccolo generatore. L'acqua la prendiamo da tre
contenitori in plastica da 1000 l ciascuno che riforniamo alternativamente
ogni tre/quattro giorni, in funzione del consumo giornaliero e io stesso
effettuo la potabilizzazione tramite l'aggiunta del giusto quantitativo di
cloro visto che l'acqua viene da due pozzi del villaggio, gli unici,
costruiti da Oxfam, un'altra Ong internazionale, e trasportata dalle donne
del villaggio per mezzo dei loro muli. Naturalmente paghiamo per
l'approvigionamento dell'acqua sia per il compound che per il dispensario.
La cosa preoccupante e' che durante la stagione secca, che e' da poco
iniziata, l'acqua disponibile nei due pozzi e' sempre di meno, per cui
stiamo cercando una soluzione prima di rimanere senza, anche perche' presto
avremo bisogno di acqua anche per le nuove costruzioni proposte per il 2008
e cioe' il nuovo ufficio, all'interno del compound MSF e un nuovo
dispensario in un' altra area rispetto a quella in cui si trova quello
attuale e piu' vicina al nostro compound.
So gia' da ora che non sara' facile realizzare tutto questo, anche perche'
la manodopera qui e' scarsa e indubbiamente non specializzata e i
materiali, come potete immaginare, quasi del tutto inesistenti, per cui
dobbiamo richiedere e fare spedire tutto da El Fasher o Khartoum e inoltre
le condizioni di sicurezza lungo la strade, quantomeno al di fuori dell'area
controllata dai ribelli, in cui noi ci troviamo, non consentono di poter
trasportare tranquillamente qualsiasi cosa visto che ci sono un sacco di
intoppi ai vari ceck point e spesso nelle aree di "nessuno" e cioe' quelle
non controllate ne' dai ribelli e ne' dai militari del governo i camion
possono facilmente essere assaltati e derubati.
Comunque credo che, come al solito sara' una grossa sfida da intraprendere,
questa volta forse piu' delle altre con le quali mi son dovuto confrontare
fino ad ora, ma ne vale sempre la pena visto che il fine ultimo e' salvare
vite umane.
Sono contento di trovarmi qui, anche se, come vi ho descritto, le condizioni
di vita e di lavoro non sono delle migliori, ma il posto e' bellissimo e il
team di espatriati con cui vivo e' un bel team e naturalmente la popolazione
del posto stupenda.
Ormai mi conoscete bene e sapete che ho sempre un debole particolare per i
bambini che anche qui sono dolcissimi e affettuosissimi e quando mi sento in
difficolta', perche' mi sembra a volte tutto troppo grande e difficile per
le mie sole forze, mi basta guardare loro per trovare la forza necessaria
per andare avanti per la mia strada di cui son convinto sempre di piu'
essere quella giusta.
Un abbraccio carissimi e a risentirci a presto.
Marcello

martedì 3 aprile 2007

Marcello, Bo, Sierra Leone 01 Aprile 2007




Bo, Sierra Leone 01 Aprile 2007


Ciao a tutti miei cari,
scommetto che vi eravate giá scordati di me eh!? Scusate se non mi son fatto sentire per un pó ma non é semplice trovare un pó di tempo per scrivere due righe in tranquillitá. Comunque vi voglio subito rassicurare circa la mia permanenza in Sierra Leone dicendovi che rispetto ai miei iniziali disagio e preoccupazione espressi nella mia prima mail le cose ora vanno di gran lunga meglio.
Innanzitutto mi sono fatto conoscere meglio un pó da tutti e questo sicuramente mi fa sentire molto meno spaesato rispetto al primo periodo anzi si puó dire che oramai sono di casa. Sono riuscito ad ingranare con il lavoro e a distanza di un mese da quando siamo partiti con la prima costruzione, il nuovo reparto matenitá, tre o quattro costruzioni/riabilitazioni sono in corso contemporaneamente e questo mi rende molto felice oltre che impegnato…
Fortunamente ho degli assistenti molto in gamba e sicuramente sto imparando molto da loro.
Comunque é davvero una soddisfazione per me vedere ogni giorno crescere sempre piú quello che progetto sulla carta, é una soddisfazione che avevo giá provato quando lavoravo come progettista strutturale prima di lavorare per MSF, ma totalmente diversa da quella perché questa volta lo scopo ultimo del mio lavoro é ben chiaro e congeniale al mio modo di pensare ed essere.
E poi vi assicuro che dal punto di vista professionale é un' esperienza davvero unica perché sto apprendendo tecniche di costruzione totalmente nuove per me, certo meno sofisticate di quelle del mondo ''sviluppato'', ma sicuramente molto interessanti.
E dal punto di vista umano……che dire, potete immaginarlo da soli. Come in Angola anche qui tantissima gente che soffre perché non ha cibo, o perlomeno non a sufficienza, non ha una casa decente, come siamo abituati a pensare noi perlomeno, e soprattutto non ha a disposizione le cure mediche essenziali.
Ma sicuramente bellissima gente con la propria dignitá ancora intatta e volenterosa a lavorare sodo per risollevare le sorti del proprio Paese.
E che dire dei bambini, sono stupendi, mi fanno sempre tanta tenerezza e anche qui, come in Angola, mi sono fatto un pó di piccoli amici principalmente in ospedale dove passo la maggiorparte del tempo. Pensate che ogni giorno me li vedo arrivare nel mio minuscolo ufficio logistico ed a quel punto non riesco piú a fare nulla perché devo prestare attenzione a loro che cominciano a prendere qualsiasi oggetto trovino a portata di mano e se ho dei fogli di carta da dare loro e delle penne o colori per farli stare un pó tranquilli a disegnare sono salvo….
Ormai anche i miei colleghi medici e infermieri non fanno altro che mandarli da me.
Non so, probabilmente ho una predisposizione particolare per i bambini…
Comunque volevo dirvi tra le altre cose che lo scorso weekend ho passato il mio weekend off, che abbiamo ogni 6 settimane, in un vero e proprio paradiso sul mare di Freetown.
Camera direttamente sulla spiaggia, e che spiaggia…., una stupenda spiaggia tropicale con tanti alberi di tipo diverso, comprese le bellissime palme, e un mare incantevole e strano a dirsi, vista la bellezza del posto, pochissima gente.
E poi dell' ottimo cibo tra cui aragoste e barracuda freschissimi…..
Devo dire che é stato un bellissimo modo per staccare un pó con il lavoro e ricaricarsi.
La prossima volta ci andró per passarvi la mia settimana di ferie.
Spero di non avervi annoiato troppo con i miei racconti di vita quotidiana e mi auguro di riuscire a riscrivervi presto.
Ah, dimenticavo, grazie a tutti di cuore per le bellissime mails che mi avete mandato e mi raccomando continuate a scrivermi, é bello sapere che ci siete.

Un abbraccio a tutti e a presto.

Marcello

lunedì 5 febbraio 2007

Lacio drom chindele



in angola ormai ci sono troppi mulatti così hanno deciso di mandare il nostro marcelino in sierra leone, un paese da ripopolare dopo la guerra civile, siamo sicuri che lui darà un sacco di buone botte per questo...

a parte la verità, il bel marcello parte domani per roma per il corso di taglio e cucito per la nuova missione che lo aspetta, destinazione BO, in Sierra Leone e non è che non so il nome, si chiama proprio Bo, io gli ho chiesto "dove vai marce ?"
e lui "Bo"
che è qui
e noi qui a non fare un cazzo a parte cercare gatti da mangiare come a vicenza..
buon viaggio marcello e portaci altre bellissime foto come questa legate ad altri bellissimi ricordi come quelli che hai con questa foto...
e usa i preservativi per le zanzare
baci